NEL CULO DELL’INFERNO
Defraudato della libertà senza aver commesso reato, incastrato nelle mistificazioni di realtà illusorie, circondato da fantasmi neri con pieni poteri nel loro mondo in disfacimento, intrappolato negli ingranaggi della povera solitudine, boccheggiando sto.
Nel buco nero del culo dell’Inferno…”La Città dei Papi”, alle porte di Babilonia, “La grande meretrice”,
ove ogni desiderio si fa “peccato”, e opprimente si sente, la lunga mano nera del papato.
Vedo solo cadaveri che camminano, respirano, sembrano vivere…ma non hanno luce, cresciuti nel mito del denaro e della menzogna, fieri oppositori della verità…piccoli demoni dalle vite ricche, brevi ed inutili. Animuccie vendute a basso prezzo, e dal basso valore; qualcuno più potente tiene le file serrate e organizza i passaggi al di là del confine…ma non esce mai dall’ombra…anche se so chi è…ho ancora le mani legate.
“Lasciate ogni desiderio o voi che entrate…” Il terzo canto dell’Inferno, Dante lo scrisse proprio passando di qua…com’è? Chissà?(…) Vorrei morire Porco d’Io ma non posso suicidarmi perché aspetto il Maestro. So che almeno lui non mi abbandonerà, altrimenti la vita veramente non avrebbe alcun senso…ed avrebbero ragione loro.
Devo andarmene, al più presto, non c’è più nulla per me qui…solo la morte…ma non voglio lasciargli neanche le mie ceneri, non voglio lasciare nulla di me in questo posto e a questa gente.


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