
martedì 24 febbraio 2009
Semplicemente Tu…

venerdì 20 febbraio 2009
Aforisma
Friedrich Nietzsche
domenica 15 febbraio 2009
NOI ORA
Come marmo siamo noi ora:
capolavori nascosti.
Non attendiamo un Michele Angelo che ci scopra…
Piuttosto, dolcemente ci leviamo la polvere vicendevolmente, teneramente
Dai nostri antichi specchi.
Emozioni incontrollabili rischiano di bruciarci
Mentre piano piano impariamo il controllo;
sull’orlo d’un precipizio ci amiamo.
Nuovamente puri, immacolati, come nuovi.
La fine del mondo come scenografia,
in equilibrio sulla follia…
ti amo più del mare meravigliosa compagna mia.
Incerta la nostra via, costellata di sofferenze e cicatrici…
Solo stelle fisse seguiremo d’ora in poi.
Senza paura
All’avventura, sbandando e ritrovando un sentiero con un cuore
Rimettendo tutto in gioco solo per amore
Accetteremo il dolore e di colori riempiremo le nostre esistenze.
Resistenze sbiadiranno come ricordi di vite passate
“imbiancando” insieme come quando un tempo naturalmente scendeva la neve.
E a fanculo tutto il resto…amore mio
Liberi sfoghi
NEL CULO DELL’INFERNO
Defraudato della libertà senza aver commesso reato, incastrato nelle mistificazioni di realtà illusorie, circondato da fantasmi neri con pieni poteri nel loro mondo in disfacimento, intrappolato negli ingranaggi della povera solitudine, boccheggiando sto.
Nel buco nero del culo dell’Inferno…”La Città dei Papi”, alle porte di Babilonia, “La grande meretrice”,
ove ogni desiderio si fa “peccato”, e opprimente si sente, la lunga mano nera del papato.
Vedo solo cadaveri che camminano, respirano, sembrano vivere…ma non hanno luce, cresciuti nel mito del denaro e della menzogna, fieri oppositori della verità…piccoli demoni dalle vite ricche, brevi ed inutili. Animuccie vendute a basso prezzo, e dal basso valore; qualcuno più potente tiene le file serrate e organizza i passaggi al di là del confine…ma non esce mai dall’ombra…anche se so chi è…ho ancora le mani legate.
“Lasciate ogni desiderio o voi che entrate…” Il terzo canto dell’Inferno, Dante lo scrisse proprio passando di qua…com’è? Chissà?(…) Vorrei morire Porco d’Io ma non posso suicidarmi perché aspetto il Maestro. So che almeno lui non mi abbandonerà, altrimenti la vita veramente non avrebbe alcun senso…ed avrebbero ragione loro.
Devo andarmene, al più presto, non c’è più nulla per me qui…solo la morte…ma non voglio lasciargli neanche le mie ceneri, non voglio lasciare nulla di me in questo posto e a questa gente.
sabato 14 febbraio 2009
UN TEMPO INFINITO
Quella che in India chiamano “La ruota del Karma”, il “Samsara”, non c’è limite temporale ai giri che si possono fare…per dirla con Tiziano Terzani…”Un altro giro di giostra”… solo il “Risveglio”, “L’Illuminazione” può spezzare la catena che muove il gioco. In meno di un nano-secondo…istantaneamente!!!
Peraltro dimostrato da Albert Einstein…tutto è relativo: spazio-tempo, passato-presente-futuro, sono dipendenti solamente dal punto di vista dell’”osservatore”(il Testimone, l’Atman), in pratica: quel che chiamiamo “realtà” non è altro che un fitto intreccio di tessiture energetiche, in sintesi impulsi elettrici, condensazioni di sensazioni…illusioni: Maya.
Accadimenti apparentemente casuali ma evidentemente troppo sincronici per esserlo. Tutto quel che accade in “questo mondo” non è altro che il riflesso di ciò che è già successo in altri “piani” o “livelli”, per esempio nel mondo onirico che è già più concreto di questo; più sottilmente: sono i pensieri a creare i mondi.
Ed i pensieri in una mente “comune” sono come nuvole: vanno e vengono senza sosta ne meta, pericolosi come frecce scagliate a caso qua e là…si confondono con le altre onde radio delle quali oggi siamo impregnati e circondati, confusione aggiunta a confusione esponenzialmente crescente: cacofonia!
Pulire lo specchio.
Lo spazio di cui necessitiamo c’è già, è così semplicemente ricoperto di rifiuti tanto da non apparire accessibile. Non dobbiamo costruire, dobbiamo smontare, che è differente dal distruggere… Smontare e rimontare come un puzzle, finché ogni tessera sia al suo naturale posto confacente.
Tantra. Tilopa.
Mucchi di cazzate ingombrano le nostre menti, come dementi ci dimeniamo inutilmente dimenticando l’unica possibilità reale: il presente.
Prigioni di cemento ci spersonano come foglie al vento , la libertà ha acquisito i suoi plurali, cavalieri hanno lanciato i loro strali…odori di guerra caporali.
Ed in una prospettiva del genere a quale posto si può relegare l’Amore?
La sua è l’energia più forte di tutte, figuriamoci se si faccia relegare da qualche parte… più della morte poté la sorte che fece quel che doveva e niente più.
lunedì 9 febbraio 2009
Senza via d’uscita
Questo scrivevo ad una persona che credevo d’amare, poi mi chiedevo:
come faccio ad amare chi ama la “polvere” più di me…(?)
Non so, e non posso gestire un sentimento asì forte…
Non ci riesco più, sono solo mazzate al fegato…i pensieri e le emozioni restano…
Vorrei lobotomizzarmi…morire, dormire, sognare…forse…
Non c’è via d’uscita.
La condanna a vita va scontata…però mi sono dimenticato il capo d’accusa…
dove ho sbagliato ;
la fattura parla chiaro: “Tutto pagato”(passare alla cassa per eventuali crediti residui)…
Un “debito fantasma” continua a perseguirmi però,
Questa è la giusta punizione per chi sfugge alla morte.
Che poi De André fosse mio padre, l’ho scoperto già cresciuto, e l’ho accettato più in la….
Mentre morivo cercando un appiglio alla vita, solo lui c’era…anche Mina, ma non scriveva.
E Lucio, che dire di Battisti…
Intanto la merda puzza sempre più, con il mio maleodore si mischia agli altri e mi toglie il respiro.
Voglia di sparire, di smaterializzarsi, di superare questi limiti fisici;
quando un corpo sta stretto al portatore dovrebbe essere ora d’andare.
Trafitte e sconfitte le ultime illusioni d’amore o consolazione, rimasugli di speranze ricordano l’inutilità del rimanere in vita in questo contesto.
Mi lascio andare, ritrovare la “follia” è ora l’unico imperativo categorico.
Almeno servisse a qualcosa, in realtà mi sento male, distante ed ho la sensazione che nulla possa servire a cambiare qualcosa. Ritorno alla “disperazione cosmica” senza via d’uscita alcuna, labirinto chiuso, niente +.
Il sorriso d’una bimba mi lascia sperare ancora qualcosa per altri futuri non miei.
Poi mi ricordo che è tutta un illusione e che la via d’uscita è una sola: accettare la morte.
Quella stessa evitata per istinto di conservazione.
Della schifosa, saggia solitudine che ci accompagna mentre devastiamo le nostre vite imperterriti,
immacolati come appena nati, sporchi e gonfi come verso la fine,
dalle ali perdute chissà quando e dove.
Come simulacro di nulla mi ergo a barriera, nei confronti dei sentimenti che possono ferirmi ancora mi spoglio delle maschere e nudo mi dispero
D’Io!!!….perché?

