venerdì 6 novembre 2009

Ogni riferimento è puramente caUsale

Nani e ballerine ci rubano il futuro.
Spiriti insoddisfatti e bramosi non cercano soldi o potere...li hanno già.
Il loro burattinaio che ora tutto può dispensa condanne e assoluzioni; falso profeta sul trono di carta mediatica. Impunito ed impunibile dio in terra destina pace o guerra.
Sono le nostre anime quel che cercano, l'energia...neanche da morto avranno la mia.

mercoledì 16 settembre 2009

Suina e Vaccino - Greg Evensen sul Bracciale RFID

domenica 28 giugno 2009

Pensare per agire; agire per pensare!

Johann Wolfgang von Goethe

venerdì 19 giugno 2009

LA MATRICE PI GRECO, SCOPERTE, 2012 E CENSURA PARTE 1

Capire...

Women in Somalia, Sade : Pearl, "Malaa "igta ha soo degtee"

domenica 17 maggio 2009

Time - Pink Floyd

Sai qual'è LA REALE DIFFEENZA TRA ME E TE? Che io sono un bravo attore...tutto quì...

Quando l'Amore se ne va - Eduardo De Crescenzo

Prima o poi....accade....

Pino Daniele - Sicily

Denso sentimento...

Questa Primavera - Pino Daniele

Dedicata a tutti quelli che sanno l'Amore...dall'esperienza che ho, pressappoco il 95% degli esseri umani, agli altri possiamo solo mandare pensieri buoni come preghiere

sabato 16 maggio 2009

venerdì 8 maggio 2009

bob marley war no more trouble

Decine di Millenni che faccio la Guerra(WAR)....Mi facevo la guerra come una bestia feroce, sguainavo la Spada non conoscendo la Croce. (...)

mercoledì 6 maggio 2009

Ci vogliono il tuo nemico e il tuo amico insieme per colpirti al cuore: il primo per calunniarti, il secondo per venirtelo a dire.

Mark Twain

Magari.. Renato Zero

...da quest'altezza sai non ci si salva mai...

venerdì 17 aprile 2009

Aforisma

Ci sono persone così egocentriche che quando si innamorano trovano il modo di essere tutte prese della loro passione senza esserlo della persona che amano.

François de La Rochefoucauld

mercoledì 25 marzo 2009

martedì 24 marzo 2009

Sergio Cammariere - ESTATE

Magistrale interpretazione di un grande classico...

Giorgio Gaber il Teatro canzone

Extreme Sheep LED Art

Divertentissimo!!!

Aforisma

Non v'è rimedio per la nascita e la morte, salvo godersi l'intervallo.

George Santayana

venerdì 20 marzo 2009

Om Namah Shivaya ! Shivaya Namah Om !

Il pensiero debole

Ho bisogno di un piacere. Un piacere personale. Ho bisogno che qualcuno mi faccia un decreto, magari in tre giorni come va di moda adesso. Vorrei un decreto che obblighi lo Stato e le amministrazioni comunali a somministrare idratazione e nutrimento ai barboni. No, perché ne è morto un altro e solo a Milano dall´inizio dell´anno fanno otto. Otto persone non sono poche. No, perché, sa, stiamo tanto a parlare della vita, a difendere la vita ai moribondi e poi ci crepano sotto gli occhi quelli vivi e vegeti e non facciamo un plissé. Ecco, sono sicura che i barboni gradirebbero una bella flebo di branzino... pagata dalla Asl magari...
Ma come mai i clochard non interessano a nessuno? È perché tanto non votano? Oppure la vita loro vale meno? Probabilmente sì, visto che ogni due per tre gli diamo fuoco. Che può essere un modo per risolvere il problema, per carità... È partita sta moda qua, purtroppo. Dar fuoco alle persone. Come fossero bastoncini di incenso. Se uno si annoia, appicca il fuoco e poi se ne torna in birreria a ruttare con gli amici. D´altronde il sudoku, il biliardo e i video games richiedono un minimo di cervello, invece sventolare l´accendino no... Anche a stare nella casa del Grande Fratello, un po´ si fatica, capace che ti chiedono i nomi dei sette nani a memoria, per dire... sono già delle belle prove di intelletto.
Invece, a girare con due fiammiferi e un po´ di benzina, basta un neurone. No, perché nel cranio di questi deficienti due pensieri passano. Il primo: «Se ho i soldi, minchia compro ». Il secondo: «Se non ho i soldi minchia spacco qualcosa, picchio un gay, do fuoco alle persone o stupro la compagna di classe. Altrimenti come lo passo, tutto questo tempo inutile che mi si spiana davanti?».
Caro amico, amico mio carissimo: posso dirti? Se non sai come passare il tempo, come svernare, fai una roba. Legati i testicoli con un cordino e poi fai il tiro alla fune. Vuoi dar fuoco a qualcosa? Ti consiglio i peli delle tue ascelle. Mettiti la maionese sul pisello e poi dallo da mangiare ai piranha. All´inizio dicono che si gode.
No, perché poi c´è la storia del branco, il branco... certo... se non sono in tre o quattro non riescono a fare le cavolate... In due magari hanno ancora la percezione, in tre o quattro invece... alè. Ma il peggio sono i genitori. Per i genitori sono sempre dei bravi ragazzi... «Sì, mio figlio ha dato fuoco ad un barbone ma poi ha cercato di spegnerlo». Ah beh, allora... È un boy-scout, praticamente: mentre faceva un falò col barbone cantava anche alelecicatonga, magari? Zitta, devi stare. Perché per dar fuoco a qualcuno devi avere un tale vuoto dentro di secoli, che la colpa è soprattutto tua. Hai tirato su un testa di minchia, poi ce l´hai scodellato per strada. Questa è la verità. Non è un bravo ragazzo. È uno scervellato criminale, cara. E tu come genitore dovresti insegnargli a vergognarsi. E a consolarlo ci pensi poi quando è in galera: spero per più tempo possibile.

(Luciana Littizzetto, Il pensiero debole, 20/2/2009)


giovedì 19 marzo 2009

Bateria Solo

La vera essenza del talento puro

domenica 15 marzo 2009

Aforisma



Quando i miei amici sono guerci, li guardo di profilo.

Joseph Joubert

giovedì 12 marzo 2009

Adulte riflessioni

12 Marzo 2009

Lettera a un ragazzo del 2009

What a wonderful world
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"Caro ragazzo, cara ragazza del 2009,
sono un ex ragazzo degli anni ’60, mi chiamo Beppe Grillo, ho sessant’anni. Faccio parte della generazione che ti ha fottuto. Il tuo futuro è senza pensione, senza TFR, senza lavoro. Il tuo presente è nelle mani di vecchi incartapecoriti, imbellettati, finti giovani. Quando ero bambino l’aria e l’acqua erano pulite, il traffico era limitato, la mia famiglia non faceva debiti e tornavo a scuola da solo a piedi. Non c’erano scorte padane e neppure criminali stranieri in libertà. I condannati per mafia non diventavano senatori.
Le stragi di Stato non erano iniziate, Piazza Fontana a Milano era solo un posto in cui passavano i tram. Le imprese erano gestite da imprenditori. E’ strano dirlo ora, ma c’erano persone che investivano il loro denaro per sviluppare le aziende. E manager che vedevano lontano. Enrico Mattei dell’ENI, ucciso in un attentato, Adriano Olivetti, Mondadori, Ferrari, Borghi e cento altri che non ricordo. Intorno alle città c’erano i prati e non i cimiteri di cemento che chiamano unità residenziali. La bottiglia di latte la riportavo al lattaio e non costruivano inceneritori. La televisione era un servizio pubblico in cui lavoravano anche veri giornalisti come Enzo Biagi, e con solo un quarto d’ora di pubblicità al giorno. Quando si parlava si usava il tempo futuro. Il presente e soprattutto il passato erano verbi di complemento. I giardini pubblici erano puliti e sui marciapiedi si camminava senza doversi destreggiare tra le macchine parcheggiate. Le persone erano più gentili, spesso sorridevano. Sul Corriere della Sera scrivevano Montanelli, Buzzati e Pasolini.
I genitori sapevano che i loro figli avrebbero avuto un futuro migliore. Solo dal punto di vista economico, ma questo non potevano prevederlo. I fiumi erano puliti e si poteva fare il bagno nel fine settimana che non si chiamava ancora week end. L’unico problema era rappresentato dagli imprendibili tafani. Le spiagge erano libere e il mare quasi sempre verde azzurro. La P2 era una variabile al quadrato e non ancora l’antistato progettato da Cefis. Gelli non aveva arruolato il novizio Berlusconi con la tessera 1816. L’Italia era una e indivisibile e Bossi studiava alla scuola per corrispondenza Radio Elettra. Si lavorava duro, ma si poteva risparmiare e la pensione era un approdo sicuro. Era un piccolo Eden, ora perduto. Non sapevamo di averlo. Molti lo disprezzavano. Negli ultimi sessant’anni abbiamo avuto uno sviluppo senza progresso. E ora non ci resta neppure lo sviluppo.
Le generazioni che ti hanno preceduto meriterebbero un processo da parte tua, caro ragazzo e cara ragazza. Sono colpevoli di averti rubato il futuro. Loro vivono nel presente con la seconda casa, le pensioni senza base contributiva. Loro ti governano. L’Italia ha la coppia di cariche dello Stato Presidente/Primo ministro più vecchia del mondo. Loro usano la Polizia contro gli studenti e i precari. Loro hanno ucciso la democrazia e le aziende come Tronchetti e Geronzi, i brizzolati di successo.
Caro ragazzo e cara ragazza, non potete più stare a guardare, la vita vi scivola tra le mani. Voi, invece di lasciarla scivolare, trattenetela. Io non sono in grado di dare lezioni a nessuno. Ho fatto troppi sbagli e sono troppo vecchio (anche se non dimostro i miei anni, belin). Ma ho vissuto un tempo più bello, più vero, più colorato, più umano. E so che è possibile anche per voi.
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.” Beppe Grillo

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martedì 10 marzo 2009

La pittura è una professione da cieco: uno non dipinge ciò che vede, ma ciò che sente, ciò che dice a sé stesso riguardo a ciò che ha visto.

Pablo Picasso

domenica 8 marzo 2009

Ogni desiderio mi ha arricchito più che il possesso sempre falso dell'oggetto stesso del mio desiderio.

André Gide


giovedì 5 marzo 2009

Aforisma

Il celibato ed il suicidio si situano
ad un livello di conoscenza analogo,
il suicidio ed il martirio assolutamente no, 
il martirio ed il matrimonio forse.

Franz Kafka

martedì 24 febbraio 2009

Semplicemente Tu…



Il tuo odore, dolcissimo nell’anima…
Il tuo sapore che m’inebria e mi porta nelle stanze del sogno,
la tua assenza che mi dilania, il tuo esserci che mi delizia e riempie d’amore i miei giorni,
semplicemente tu.
Te che parole non possono definire
Proprio quando non ci credevo più,
finalmente tu.

Amante, sorella, madre, sposa
Più bella rosa di tutti i giardini;
sentimento senza confini,  
Musa che il cammino illumina.

Inconsapevole portatrice di fortuna
E meravigliosa luce…
Amandoti mi perdo e m’è dolce…dolcissimo

Abbandonato,
posso solo sperare che sia tutto vero
che non un'altra illusione
mi tormenti l’anima…

 

venerdì 20 febbraio 2009

Aforisma

L'arte: la grande creatrice della possibilità di vivere, la grande seduttrice della vita, il grande stimolante per vivere.

Friedrich Nietzsche

domenica 15 febbraio 2009

NOI ORA

 

Come marmo siamo noi ora:

capolavori nascosti.

Non attendiamo un Michele Angelo che ci scopra…

Piuttosto, dolcemente ci leviamo la polvere vicendevolmente, teneramente

Dai nostri antichi specchi.

 

Emozioni incontrollabili rischiano di bruciarci

Mentre piano piano impariamo il controllo;

sull’orlo d’un precipizio ci amiamo.

Nuovamente puri, immacolati, come nuovi.

 

La fine del mondo come scenografia,

in equilibrio sulla follia…

ti amo più del mare meravigliosa compagna mia.

Incerta la nostra via, costellata di sofferenze e cicatrici…

Solo stelle fisse seguiremo d’ora in poi.

 

Senza paura

All’avventura, sbandando e ritrovando un sentiero con un cuore

Rimettendo tutto in gioco solo per amore

Accetteremo il dolore e di colori riempiremo le nostre esistenze.

Resistenze sbiadiranno come ricordi di vite passate

“imbiancando” insieme come quando un tempo naturalmente scendeva la neve.

 

E a fanculo tutto il resto…amore mio

Liberi sfoghi

NEL CULO DELL’INFERNO

 

Defraudato della libertà senza aver commesso reato, incastrato nelle mistificazioni di realtà illusorie, circondato da fantasmi neri con pieni poteri nel loro mondo in disfacimento, intrappolato negli ingranaggi della povera solitudine, boccheggiando sto.

Nel buco nero del culo dell’Inferno…”La Città dei Papi”, alle porte di Babilonia, “La grande meretrice”,

ove ogni desiderio si fa “peccato”, e opprimente si sente, la lunga mano nera del papato.

Vedo solo cadaveri che camminano, respirano, sembrano vivere…ma non hanno luce, cresciuti nel mito del denaro e della menzogna, fieri oppositori della verità…piccoli demoni dalle vite ricche, brevi ed inutili. Animuccie vendute a basso prezzo, e dal basso valore; qualcuno più potente tiene le file serrate e organizza i passaggi al di là del confine…ma non esce mai dall’ombra…anche se so chi è…ho ancora le mani legate.

“Lasciate ogni desiderio o voi che entrate…” Il terzo canto dell’Inferno,  Dante lo scrisse proprio passando di qua…com’è? Chissà?(…) Vorrei morire Porco d’Io ma non posso suicidarmi perché aspetto il Maestro. So che almeno lui non mi abbandonerà, altrimenti la vita veramente non avrebbe alcun senso…ed avrebbero ragione loro.

Devo andarmene, al più presto, non c’è più nulla per me qui…solo la morte…ma non voglio lasciargli neanche le mie ceneri, non voglio lasciare nulla di me in questo posto e a questa gente.

 

sabato 14 febbraio 2009

UN TEMPO INFINITO

Un tempo infinito è proprio quello di cui hanno bisogno le anime per evolversi sperimentando le varie fasi dell’esistenza, trasmutando le oscure profondità del dolore nelle limpide cristalline vette gioiose dell’Amore.
Quella che in India chiamano “La ruota del Karma”, il “Samsara”, non c’è limite temporale ai giri che si possono fare…per dirla con Tiziano Terzani…”Un altro giro di giostra”… solo il “Risveglio”, “L’Illuminazione” può spezzare la catena che muove il gioco. In meno di un nano-secondo…istantaneamente!!!
Peraltro dimostrato da Albert Einstein…tutto è relativo: spazio-tempo, passato-presente-futuro, sono dipendenti solamente dal punto di vista dell’”osservatore”(il Testimone, l’Atman), in pratica: quel che chiamiamo “realtà” non è altro che un fitto intreccio di tessiture energetiche, in sintesi impulsi elettrici, condensazioni di sensazioni…illusioni: Maya.
Accadimenti apparentemente casuali ma evidentemente troppo sincronici per esserlo. Tutto quel che accade in “questo mondo” non è altro che il riflesso di ciò che è già successo in altri “piani” o “livelli”, per esempio nel mondo onirico che è già più concreto di questo; più sottilmente: sono i pensieri a creare i mondi.
Ed i pensieri in una mente “comune” sono come nuvole: vanno e vengono senza sosta ne meta, pericolosi come frecce scagliate a caso qua e là…si confondono con le altre onde radio delle quali oggi siamo impregnati e circondati, confusione aggiunta a confusione esponenzialmente crescente: cacofonia!
Pulire lo specchio.
Lo spazio di cui necessitiamo c’è già, è così semplicemente ricoperto di rifiuti tanto da non apparire accessibile. Non dobbiamo costruire, dobbiamo smontare, che è differente dal distruggere… Smontare e rimontare come un puzzle, finché ogni tessera sia al suo naturale posto confacente.
Tantra. Tilopa.
Mucchi di cazzate ingombrano le nostre menti, come dementi ci dimeniamo inutilmente dimenticando l’unica possibilità reale: il presente.
Prigioni di cemento ci spersonano come foglie al vento , la libertà ha acquisito i suoi plurali, cavalieri hanno lanciato i loro strali…odori di guerra caporali.
Ed in una prospettiva del genere a quale posto si può relegare l’Amore?
La sua è l’energia più forte di tutte, figuriamoci se si faccia relegare da qualche parte… più della morte poté la sorte che fece quel che doveva e niente più.

lunedì 9 febbraio 2009

Senza via d’uscita

Hai ragione tu, meglio strafarsi che affrontare i sentimenti…
Questo scrivevo ad una persona che credevo d’amare, poi mi chiedevo:
come faccio ad amare chi ama la “polvere” più di me…(?)
Non so, e non posso gestire un sentimento asì forte…
meglio bere e cercare di ignorare…ma come si fa?
Non ci riesco più, sono solo mazzate al fegato…i pensieri e le emozioni restano…
Vorrei lobotomizzarmi…morire, dormire, sognare…forse…
Non c’è via d’uscita.
La condanna a vita va scontata…però mi sono dimenticato il capo d’accusa…
che cazzo ho fatto,
dove ho sbagliato ;
la fattura parla chiaro: “Tutto pagato”(passare alla cassa per eventuali crediti residui)…
Un “debito fantasma” continua a perseguirmi però, 
simile al “peccato originale” 
di quei demoni cattolici che continuano ad inondare il globo di merda
 in faccia agli insegnamenti di Gesù.
Questa è la giusta punizione per chi sfugge alla morte.

Che poi De André fosse mio padre, l’ho scoperto già cresciuto, e l’ho accettato più in la….
Mentre morivo cercando un appiglio alla vita, solo lui c’era…anche Mina, ma non scriveva.
E Lucio, che dire di Battisti…
forse più fratello che padre, stranamente coetaneo nei sentimenti mi sentivo a lui.

Intanto la merda puzza sempre più, con il mio maleodore si mischia agli altri e mi toglie il respiro.
Voglia di sparire, di smaterializzarsi, di superare questi limiti fisici;
 non per orgoglio quanto per necessità,
quando un corpo sta stretto al portatore dovrebbe essere ora d’andare.
Trafitte e sconfitte le ultime illusioni d’amore o consolazione, rimasugli di speranze ricordano l’inutilità del rimanere in vita in questo contesto.
Mi lascio andare, ritrovare la “follia” è ora l’unico imperativo categorico.

Almeno servisse a qualcosa, in realtà mi sento male, distante ed ho la sensazione che nulla possa servire a cambiare qualcosa. Ritorno alla “disperazione cosmica” senza via d’uscita alcuna, labirinto chiuso, niente +.
Il sorriso d’una bimba mi lascia sperare ancora qualcosa per altri futuri non miei.
Poi mi ricordo che è tutta un illusione e che la via d’uscita è una sola: accettare la morte.
Quella stessa evitata per istinto di conservazione.

Della schifosa, saggia solitudine che ci accompagna mentre devastiamo le nostre vite imperterriti,
immacolati come appena nati, sporchi e gonfi come verso la fine,
 a volte in equilibrio come farfalle
dalle ali perdute chissà quando e dove.
Come simulacro di nulla mi ergo a barriera, nei confronti dei sentimenti che possono ferirmi ancora mi spoglio delle maschere e nudo mi dispero 
seppur nella consapevolezza dell’inutilità di tutto ciò.
D’Io!!!….perché?

sabato 31 gennaio 2009

Aforisma


Far morire d'amore venti uomini in un solo anno 

è alla portata di molte donne, 

ma conservarne uno per tutta la vita 

è un impresa che riesce a poche.

Anonimo

domenica 18 gennaio 2009

22 Febbraio




Ho ricominciato a studiare. E’ una sofferenza atroce. 
Andare via, questo vorrei.

Bruciare tutti i vestiti, gettare le scarpe, un sacco in spalla e non tornare mai più. Per le strade del mondo. Vendere perline su una spiaggia dov’è sempre estate e anche dentro all’anima il sole non tramonta mai. Palme, fuochi di notte, albe, e il mare.

Avessi pinne e coda. 
Giù nell’azzurro liquido. 
Pacifico,
 su onde alte come montagne a cavalcare il vento.
 Atlantico delle tempeste.
 Mediterraneo, casa mia antichissima.
Riposare fra rocce e rovine e non sapere il male.
 E poi? 
Il sospetto del fallimento e non avrò pace.
 Il mio super-ego dovrà avere la sua libbra di carne.

B.S.