Hai ragione tu, meglio strafarsi che affrontare i sentimenti…
Questo scrivevo ad una persona che credevo d’amare, poi mi chiedevo:
come faccio ad amare chi ama la “polvere” più di me…(?)
Non so, e non posso gestire un sentimento asì forte…
meglio bere e cercare di ignorare…ma come si fa?
Non ci riesco più, sono solo mazzate al fegato…i pensieri e le emozioni restano…
Vorrei lobotomizzarmi…morire, dormire, sognare…forse…
Non c’è via d’uscita.
La condanna a vita va scontata…però mi sono dimenticato il capo d’accusa…
che cazzo ho fatto,
dove ho sbagliato ;
la fattura parla chiaro: “Tutto pagato”(passare alla cassa per eventuali crediti residui)…
Un “debito fantasma” continua a perseguirmi però,
simile al “peccato originale”
di quei demoni cattolici che continuano ad inondare il globo di merda
in faccia agli insegnamenti di Gesù.
Questa è la giusta punizione per chi sfugge alla morte.
Che poi De André fosse mio padre, l’ho scoperto già cresciuto, e l’ho accettato più in la….
Mentre morivo cercando un appiglio alla vita, solo lui c’era…anche Mina, ma non scriveva.
E Lucio, che dire di Battisti…
forse più fratello che padre, stranamente coetaneo nei sentimenti mi sentivo a lui.
Intanto la merda puzza sempre più, con il mio maleodore si mischia agli altri e mi toglie il respiro.
Voglia di sparire, di smaterializzarsi, di superare questi limiti fisici;
non per orgoglio quanto per necessità,
quando un corpo sta stretto al portatore dovrebbe essere ora d’andare.
Trafitte e sconfitte le ultime illusioni d’amore o consolazione, rimasugli di speranze ricordano l’inutilità del rimanere in vita in questo contesto.
Mi lascio andare, ritrovare la “follia” è ora l’unico imperativo categorico.
Almeno servisse a qualcosa, in realtà mi sento male, distante ed ho la sensazione che nulla possa servire a cambiare qualcosa. Ritorno alla “disperazione cosmica” senza via d’uscita alcuna, labirinto chiuso, niente +.
Il sorriso d’una bimba mi lascia sperare ancora qualcosa per altri futuri non miei.
Poi mi ricordo che è tutta un illusione e che la via d’uscita è una sola: accettare la morte.
Quella stessa evitata per istinto di conservazione.
Della schifosa, saggia solitudine che ci accompagna mentre devastiamo le nostre vite imperterriti,
immacolati come appena nati, sporchi e gonfi come verso la fine,
a volte in equilibrio come farfalle
dalle ali perdute chissà quando e dove.
Come simulacro di nulla mi ergo a barriera, nei confronti dei sentimenti che possono ferirmi ancora mi spoglio delle maschere e nudo mi dispero
seppur nella consapevolezza dell’inutilità di tutto ciò.
D’Io!!!….perché?